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Politica
Pnrr: Visconti (Ficei), governo ci consideri soggetti attuatori

Pnrr: Piero De Luca (Pd), difenderemo le risorse per le Zes


"Stiamo vivendo una fase molto delicata per il nostro Paese che - dopo una crisi internazionale - ha adesso una grande opportunita' di rilancio. Per ripartire piu' forte di prima grazie a politiche serie e strutturate di investimenti e di innovazione. Ma per farlo non puo' perdere l'occasione storica dei fondi europei del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), oggi oggetto di un tira e molla preoccupante. Parliamo di miliardi di euro che permetterebbero di modernizzare l'Italia, creare posti di lavoro, dare respiro alle tante imprese potenzialmente vitali, soprattutto nel Mezzogiorno. Per questo la Ficei - Federazione italiana consorzi ed enti di industrializzazione - in occasione del suo sessantesimo compleanno, celebrato oggi nel convegno dal titolo: 'I Consorzi alla sfida del Pnrr', ricorda al governo di essere un interlocutore credibile e chiede di poter essere un soggetto attuatore del Pnrr a servizio degli italiani". E' quanto si legge in una nota. "I Consorzi di sviluppo industriale sono una realta' radicata in tutto il territorio nazionale, prevalentemente nelle Regioni meridionali. Siamo un ente pubblico economico che si occupa di ambiti nevralgici del Paese. Siamo gia' stazioni appaltanti: realizziamo strade, fognature, infrastrutture, pubblica illuminazione. Tra l'altro nelle nostre aree sono in corso processi di sburocratizzazione e semplificazione amministrativa che sono stati definiti nell'ambito delle Zone economiche speciali (Zes). Ecco perche', vista la difficolta' nell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, soprattutto al Sud, non capiamo la mancata inclusione dei Consorzi tra i soggetti attuatori", dichiara Antonio Visconti, presidente Ficei. La Ficei, fondata nel 1963, unica nel suo genere - continua la nota - comprende circa 30 Consorzi ed enti di industrializzazione che operano e gestiscono le aree produttive piu' strategiche dell'Italia: dal quadrante Europa di Verona, al petrolchimico sardo, dal polo siderurgico di Taranto alle aree industriali del cratere campano e lucano, passando per Bari, Cagliari e Pordenone. Si stima che negli agglomerati gestiti dai Consorzi ricada quasi il 70 per cento dell'industria localizzata nel Mezzogiorno e circa l'80 per cento delle Zone economiche speciali. Non solo, la Ficei opera gia' in stretta collaborazione con le associazioni imprenditoriali, le Camere di commercio, le AutoritaÌ€ di sistema portuale, gli enti locali a tutti i livelli per realizzare e gestire le infrastrutture e i servizi con cui sostenere lo sviluppo e la competitivita'Ì€ delle imprese del territorio. "Siamo un sistema che ha gia' ampiamente dimostrato di funzionare bene e potremmo avere un ruolo chiave nella corsa per non perdere le risorse europee. Ci sono stati bandi del Pnrr che andavano a toccare ambiti di nostra gestione: come il rifacimento delle reti idriche o delle attrezzature ecologiche per il trattamento degli scarti industriali. O ancora la ricostruzione di assi stradali. Noi siamo a disposizione, perdere questo treno sarebbe un suicidio per tutto il Paese", aggiunge Visconti. 
 

antonio visconti
Antonio Visconti

In ballo - prosegue la nota - ci sono non solo i fondi del Pnrr. L'Italia - secondo i dati della commissione europea - arranca anche nella spesa delle risorse del Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr) e del Fondo sociale europeo (Fse). Parliamo di circa 65 miliardi di euro che si sommano ai 35 miliardi in discussione (terza e quarta tranche) per la mancata attuazione dei progetti del Piano. Tra le cause una burocratizzazione elefantiaca tutta italiana oltre alla mancanza di lavoratori. Un controsenso se si pensa al triste primato italiano nella disoccupazione, soprattutto giovanile. "Potremmo fare davvero la differenza", conclude il presidente Ficei, che avanza la proposta di estendere il sistema delle Zone economiche speciali a tutto il Paese. Anziche' mettere a rischio i 630 milioni di euro a esse destinate dal Pnrr. Le Zes poggiano su due pilastri portanti: da un lato premiano le aziende gia' esistenti che vogliono ampliarsi e dall'altro attirano nuovi investimenti - che favoriscono la creazione di nuovi posti di lavoro - grazie a procedure di semplificazione amministrativa, sburocratizzazione e di sgravi fiscali. Un modello da replicare e non da sacrificare che ha come grande obiettivo anche quello di contribuire alla decarbonizzazione e alla transizione ecologica. E soprattutto punta alla cosiddetta "simbiosi industriale". Cioe' - conclude la nota - alla creazione di quelle condizioni che consentono alle industrie di essere accettate dagli ambienti circostanti senza essere vissute come un pericolo, ma anzi come un moderno volano di sviluppo.

PNRR, LAI (PD): GOVERNO COINVOLGA AREE DI SVILUPPO INDUSTRIALE - "La capacità progettuale ed esecutiva delle aree di sviluppo industriale nel Paese vanno pienamente coinvolte nella realizzazione del Pnrr." Lo afferma il deputato Pd della commissione Bilancio, Silvio Lai, relatore al convegno organizzato per il 60° anniversario della FICEI, la federazione italiana dei consorzi industriali. "Ad oggi per il Pnrr il loro coinvolgimento è limitato e occasionale ed è avvenuto solo in alcune regioni ma sono enti pubblici economici, consorzi di enti locali nella maggior parte dei casi, che possono dare molto grazie alla loro esperienza di vere e proprie agenzie di sviluppo economico locale - aggiunge - Sono enti che possono dare molto nello sviluppo di nuove iniziative economiche, come enti di semplificazione e di promozione, come strutture di servizio per la conversione ecologica attraverso le energie rinnovabili o la gestione migliore delle risorse più preziose come l'acqua per l'utilizzo industriale. Lo dimostrano le performance delle ZES, nate per favorire l'insediamento industriale nelle aree portuali e pre-portuali del mezzogiorno dove le ASI sono protagoniste, pur nel limitato credito che questo governo pare dare a queste iniziative. Per questo il governo ha il dovere di coinvolgerli come soggetti operativi del PNNR e motivare in caso contrario la loro esclusione".

Pnrr: Piero De Luca (Pd), difenderemo le risorse per le Zes - "La destra rischia di far deragliare un treno che si presenta come l'occasione storica per il rilancio del Paese. Le risorse del Pnrr sono fondamentali tra l'altro anche per favorire investimenti, per dare linfa vitale alle imprese e per creare posti di lavoro. Soprattutto nel Mezzogiorno, a cui è destinato il 40% dei fondi grazie all'impegno del Partito democratico. Non possiamo permettere che ciò accada per l'immobilismo del Governo, che a oggi non ha chiarito come intenda muoversi. E che non sta dando certezze neppure per i 630 milioni di euro destinati alle Zone economiche speciali (Zes) da noi fortemente volute. Le Zes, infatti, con l'approvazione della norma di cui sono il primo firmatario, sugli incentivi fiscali - che si sono affiancati a processi di sburocratizzazione e di semplificazione amministrativa - hanno consentito fino a oggi l'apertura di nuove attività economiche e la creazione di occupazione e occasioni di sviluppo strutturale nel Meridione. Noi vigileremo per evitare di perdere risorse e opportunità decisive. Il Pnrr non è appannaggio di questo o di altri Governi, ma è dell'Italia e gli italiani ne hanno diritto". Così Piero DE LUCA, capogruppo del Partito democratico in Commissione Politiche Europee di Montecitorio, intervenendo al meeting sui 60 anni della Ficei, la Federazione italiana Consorzi economici industrializzati. 

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