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Imprese e Professioni
Milano: il CMTF partecipa al Forum 2019 delle Scuole di Psicoterapia

Al Forum 2019 delle Scuole di Psicoterapia organizzato dall’Ordine Psicologi della Lombardia che si svolgerà nei locali di BASE in via Bergognone 34 a Milano, il Centro Milanese di Terapia della Famiglia presenterà la propria scuola di specializzazione in psicoterapia sistemico-relazionale.
Alle ore 9 il direttore e i didatti offriranno ai presenti l’opportunità di veder illustrato l’approccio della scuola con una presentazione di taglio clinico-esperienziale in uno spazio dedicato e saranno poi disponibili per il resto della giornata al banco dedicato alla scuola del Centro Milanese per rispondere alle domande di approfondimento sulle modalità e la struttura del corso di specializzazione.

Il Centro di Terapia della Famiglia di Milano (CMTF)

Il Centro Milanese di Terapia della Famiglia è stato fondato nel 1981 da Luigi Boscolo e Gianfranco Cecchin che hanno creato un approccio di conduzione del processo terapeutico conosciuto e studiato come “Milan Approach©”. Boscolo e Cecchin sono stati protagonisti della clinica sistemica alla luce del pensiero di Gregory Bateson, della cibernetica di secondo ordine, del costruttivismo e, negli ultimi anni, del pensiero di autori come Michel Foucault ed altri clinici, epistemologi e antropologi sociali.

Il Centro di Psicoterapia Sistemica del CMTF è costituito da una équipe di psicoterapeuti che praticano l’attività clinica nella sede di via Leopardi a Milano. Il gruppo clinico è costituito Pietro Barbetta, Enrico Cazzaniga, Massimo Giuliani, Cinzia Giordano, Vincenzo De Bustis, Gianluca Ganda, Umberta Telfener, Fabio Sbattella, Teresa Arcelloni, Wolfang Ullrich, Marilena Tettamanzi.

Gli "Incontri" del CMTF

“Gli Incontri del Centro Milanese” è una iniziativa aperta alla popolazione interessata a questioni culturali relative alla società, alle prospettive culturali future, ad aprire un dibattito pubblico tra persone che intendono confrontarsi sulle questioni dell’esistenza, sui sistemi umani, sulla letteratura, la filosofia, l’antropologia e, ovviamente, la psicologia. Gli Incontri sono sempre gratuiti per gli allievi e i futuri allievi già iscritti ai Corsi del CMTF. Per il pubblico esterno sono da ritenersi gratuiti in generale, ove venisse richiesto un contributo di partecipazione, sarà sempre segnalato. Gli incontri si svolgono solitamente presso i locali del Centro Milanese di Terapia della Famiglia, in via Leopardi 19 a Milano.

La svolta sistemica

La terapia familiare determina la svolta sistemica. Quattro psicoanalisti decidono l’avventura di cambiare la psicoterapia. Dopo la rivoluzione di Basaglia, il focus dell’approccio di Luigi Boscolo e Gianfranco Cecchin è l’alienazione presente nelle famiglie di classe media attraverso una nuova forma di protesta e ribellione interna alla famiglia e verso la società opulenta (Pietro Barbetta – “Anoressia e isteria” Raffaello Cortina). Digiunare diventa il modo in cui le giovani donne esprimono, in modo silenzioso, il disordine sociale della borghesia dentro la famiglia, devastandola. È il suo “fascino discreto”. La terapia familiare diventa elettiva per i disordini definiti in psichiatria “psicotici” (si veda il libro Paradosso e controparadosso, di Selvini, Boscolo, Cecchin, Prata a cura di Pietro Barbetta, Raffaello Cortina) e per i disordini alimentari, ma si estende presto ad altri ambiti (Boscolo Cecchin, Hoffman, Penn, La clinica sistemica ed. italiana a cura di Paolo Bertrando, Bollati).

Un po’ di storia

Sia Boscolo che Cecchin si erano formati a New York e avevano avuto modo di osservare le prime esperienze di terapia familiare svolte dallo psicoanalista Nathan Ackerman, oltre ad avere avuto un maestro come Silvano Arieti in merito alle questioni relative alle psicosi. Rientrati a Milano, verso la fine degli anni Sessanta iniziano la pratica clinica come psicoanalisti con Mara Selvini Palazzoli e Giuliana Prata. Presto però abbandonano il gruppo per seguire un approccio ispirato a Gregory Bateson e alla cibernetica del second’ordine. Abbandonano l’approccio strategico, così come Bateson aveva abbandonato l’équipe di Palo Alto prima ancora che si formasse il Mental Research Institute, del quale fu consulente eseterno.

Boscolo e Cecchin si interessano a comprendere come Bateson, contrario alla finalità cosciente, avrebbe potuto fare una terapia con le famiglie del suo tempo, del nostro tempo; così cercano di seguire le indicazioni dei più importanti epistemologi che hanno seguito Bateson: la teoria dell’osservatore di Heinz von Foerster aiuta i due terapeuti a creare una scuola di formazione dove gli allievi osservano le sedute e fanno domande ai due clinici esperti, che sono costretti a pensare e ripensare alle famiglie che stanno incontrando, in modo singolare, senza schemi strategici precostituiti; la teoria dei sistemi autopoietci aiuta a uscire dall’idea che un sistema possa essere istruito dall’esterno, serve a pensare in termini di perturbazioni del sistema; la teoria dei sistemi lontani dall’equilibrio aiuta a pensare che l’omeostasi di un sistema non è assoluta e che in certe circostanze le strutture diventano dissipative, si modificano rapidamente e passano da un stato all’altro in modo imprevedibile (si veda il libro Sistemica, di Umberta Telfener e Luca Casadio, Bollati).

Con il tempo, l’influenza dell’Approccio di Milano si diffonde e in tutto il mondo vengono sviluppate nuove idee sulla conduzione terapeutica (il team riflettente, l’esternalizzazione del sintomo, il tema della risonanza terapeutica, la critica al concetto di omeostasi familiare, ecc.) che vengono ospitate a Milano e praticate, senza che nessuna diventi assoluta. L’apertura al nuovo coadiuva l’idea chiave dell’Approccio di Milano: “non innamorarsi mai troppo delle proprie ipotesi”. La teoria va bene, ma non ci deve impedire di osservare e ascoltare ciò che la famiglia esprime, con il corpo, e ci racconta, con la voce. Ciò fonda le nostre pratiche anti-oppressive e non autoritarie.

Irene Arcolini

Irene Arcolini CMTF

Psicologa psicoterapeuta ad indirizzo sistemico relazionale, da anni lavora in ambito della tutela minorile per la valutazione e la presa in carico di situazioni complesse su incarico dell’autorità giudiziaria (separazioni conflittuali, maltrattamento familiare, famiglie multiproblematiche) presso i Servizi Sociali del comune di Monza e altri comuni della Brianza. Tiene corsi e seminari sui temi della violenza e sui disturbi di apprendimento. Curiosa di acquisire molteplici lenti per leggere la realtà, ha approfondito ed esplora differenti approcci teorici (Neuropsicologica, Cognitivismo, Intersoggettività). 

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